“Coraline” di Neil Gaiman

15/06/2009

Tra pochi giorni uscirà sul grande schermo, la versione cinematografica in 3D che Harry Selick ha diretto del bellissimo libro di Neil Gaiman. E’ noto che dietro Harry Selick si nasconde l’amico e socio Tim Burton, eminenza grigia di quest’opera. La coppia è da brivido. Anche perchè la storia lo è già di suo. Nato come testo per bambini, Coraline, questo il titolo, si rivela presto essere molto di più, o comunque di diverso. Certo non consigliabile per uno dei nostri pargoli fifoni ed impressionabili, data la tensione che trasporta tutto il testo. Non consiglio infatti la visione a bambini piccoli, e anche per i più grandicelli è tutto da verificare, a meno che non si siano già fatti – come si dice – le ossa (mai proverbio fu più azzeccato!) con La sposa Cadavere, Nighmare before Christmas, e gli altri film di Tim Burton. Coraline è una favola nera in cui una bambina, intelligente e arguta, si ritrova ad esplorare questa vecchia casa dove molte porte si aprono su stanze e corridoi che lasciano immaginare molto su cosa potrebbe esserci al di là della portata dello sguardo. Le disavventure di Coraline hanno inizio con trasloco della sua famiglia in questa vecchia casa. Nella casa ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi, e Coraline annoiata nei giorni precedenti l’inizio della scuola, inizia l’esplorazione del labirinto di porte e corridoi. Ve ne è però anche un’altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Un giorno, misteriosamente il muro di mattoni svanisce e Coraline si ritrova a percorrere un lungo corridoio buio, al termine del quale si ritrova in una casa, del tutto identica alla sua, in cui vive una donna straordinariamente somigliante alla madre. L’Altra madre ha lunghi denti, bottoni al posto degli occhi, capelli che si muovono come serpi e unghie simili ad artigli. A differenza della vera madre, che a causa del lavoro lascia la figlia spesso da sola, l’Altra madre è molto premurosa con Coraline. La donna non tarderà però a tradire la sua vera natura e quando la bambina cercherà di scappare sigillerà il suo mondo e rapirà i suoi veri genitori. Con l’aiuto di un gatto nero parlante, Coraline dovrà affrontare le sue paure, i vicini di casa trasformati in mostri e l’altro padre. Coraline quindi si ritrova in un mondo al di là del tunnel, un mondo tutt’altro che piacevole, in cui verrebbe da lasciarsi prendere dal panico, ma che invece Coraline affronta con coraggio e lucidità. Le figure che incontra, a partire dall’altra madre, colei che cerca di rubarle gli occhi , dall’altro padre e dai vicini di casa trasformati, sono sconfitti uno dopo l’altro, fino a ritrovare la strada giusta per il ritorno, novello Pollicino. Nella scia di una tradizione che da Alice in the wonderland , fino a La città incantata , Coraline ci pone di fronte allo sguardo ciò che per ogni bambino o adolescente è il problema per definizione, la questione con cui fare i conti ogni giorno: il distacco dalla famiglia, sia nel senso della sua mancanza, sia nel senso della inevitabile lutto da elaborare con il passare degli anni. La presa di coscienza della distanza incolmabile, della misura che ormai si è riempita, del solco che il tempo ha tracciato tra il fanciullo ed i suoi genitori, che è per Coraline un momento di una estrema gravità. Difatti oscilla tra l’euforia della libertà e l’angoscia dell’indipendenza, in un tentativo estremo di ricostruire il rapporto in una condizione diversa, nuovamente rassicurante ma che lasci l’illusione dell’autonomia. I genitori di Coraline brillano per l’assenza, sia metaforica che reale, e lei deve trovare aiuto in nuovi e ben strani amici, di cui deve decidere se fidarsi, o meno. E’ senza ombra di dubbio un romanzo di formazione, e Gaiman più che altro mostra a noi genitori il punto di vista dei piccoli, il modo in cui percepiscono le nostre assenze, e le nostre piccolezze. Il libro è impreziosito dalle splendide immagini di Dave McKean, ed ha vinto innumerevoli premi in tutto il mondo.

Pubblicato su Tra gli scaffali

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