“Sandokan” di Hugo Pratt e Mino Milani

03/06/2009

Nel 1969 io ero un bambino ed avevo appena imparato a leggere, aiutato dal maestro Manzi, che nella neonata televisione italiana trasmetteva un programma dal titolo Non è mai troppo tardi, dove adulti non alfabetizzati potevano affrontare le difficoltà della scrittura e (soprattutto) della lettura. Un mondo perduto che oggi si rimpiange. Invaghito, come ogni bambino ai suoi primi testi, di ogni riga scritta, leggevo di tutto, e – fortunatamente – capitò in casa quel Corriere dei Piccoli (chissà cosa pensava mio padre ?!) dove Hugo Pratt pubblicava Una ballata del mare salato (scoprii solo molti anni dopo che la prima edizione era stata su Sgt Kirk.) Fu un colpo di fulmine. Ancor oggi svariate edizioni di quel testo, che ritengo un capolavoro assoluto della storia della letteratura, sono al posto d’onore nella mia biblioteca. Nel 1969 la periferia di Milano dove abitavo era disegnata da un intervallarsi di case, fabbriche e campi. Una scacchiera che permetteva ancora, a noi bambini, di giocare nei campi, mentre i nostri padri lavoravano e le madri, spesso a turno, come nelle cascine contadine, ci guardavano, con un occhio alla lana ed uno ai bambini. Corto Maltese divenne la mia guida spirituale: mi condusse in tutto il mondo, dalla Siberia, all’Etiopia, da Maracaibo a Gibilterra, dall’Irlanda a Buenos Aires. Mi insegnò la ribellione, l’utopia, il sogno, la magia, la giustizia, la libertà e la poesia. Insomma quando il sessantotto si decise ad arrivare anche nelle nostra periferie io non ci trovai nulla di nuovo, era già tutto nel mio fantasticare di bambino. Nel frattempo, crescendo (e continuando a leggere), scopri un altro personaggio che aveva tutte le carte in regola per entrare nel pantheon di un giovane adolescente: Sandokan. I pirati della Malesia, Yanez, Tremal-Naik, Kammamuri, James Brooks, i thugs terribili adoratori della del Kali – solo trent’anni dopo sono riuscito ad assistere ai veramente sanguinosi sacrifici, nel tempio di Kali a Kolkata (Calcutta), e nell’ancor più oscuro DakshinKali, in Nepal. Ebbene, oggi scopro che queste due icone della mia infanzia, due cardini della mia formazione hanno avuto un momento di fusione, di profonda intimità, di somiglianza. E’ importante sottolineare – a questo proposito – che nel mio immaginario Sandokan non è mai stato Kabir Bedi. La televisione è arrivata dopo, quando ormai l’imprinting era avvenuto, tramite le copertine delle edizioni Mursia. Oggi scopriamo che Pratt, prima di approdare a Corto Maltese aveva disegnato una versione de Le tigri di Mompracem, romanzo di Emilio Salgari dove compare per la prima volta la figura di Sandokan. L’opera è firmata da Hugo Pratt e Mino Milani e fu realizzata per il Corriere dei Piccoli nel 1969, ma non venne mai pubblicata. Per quale ragione? Che fine aveva fatto quello straordinario romanzo illustrato? Sono domande che fino a ora sono rimaste senza risposta. Oggi, dopo quarant’anni, i molti misteri che circondano il Sandokan perduto sono stati svelati: l’opera è stata ritrovata, e la Tigre della Malesia è tornata ad appassionare – in un’incarnazione sorprendente e modernissima – nuove generazioni di lettori. Il lettore appena esperto noterà la straordinaria somiglianza, nei gesti e nei modi dei due pirati, senza dimenticare mai che se il primo rimane – comunque e nonostante tutto – un malese, il secondo rimane – comunque e nonostante tutto – un europeo. Questo Sandokan non è un’operazione commerciale, un cimelio per feticisti. L’opera di Pratt è molto bella, assolutamente all’altezza del lavoro che lo scrittore svolgeva in quegli anni, e le note tecniche e storiche di Alfredo Castelli (Martin Myster), che ha materialmente ritrovato le tavole, lo rendono ancora più prezioso. «Le avevano preparate per il Corriere dei Piccoli, ma Pratt non le terminò, e fu deciso di non pubblicare nulla», dice proprio Castelli. Le tavole sono state ritrovate circa un anno fa, dopo una lunga ricerca, e Castelli le ha consegnate alla società Cong SA, fondata da Hugo Pratt stesso, che detiene i diritti sulla sua opera. Oggi la Lizard, che in Italia ha ripubblicato l’opera omnia di Pratt ci ha regalato questo delizioso volume, che andrà ad impreziosire ulteriormente le biblioteche di noi capitani di ventura. Buona navigazione a tutti (e per una volta non in rete).

Pubblicato da Periodicoitaliano.info

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: